Martedì 30 maggio, alle 17.00, alla Biblioteca Comunale Quarantotti Gambini di via delle Lodole 6, presentazione del libro

Viandanza. Il cammino come educazione sentimentale
(Laterza, 2016) di Luigi Nacci

L’Autore dialogherà con Riccardo Cepach, studioso di letteratura

L’incontro è curato delle Cooperative CO.A.LA. e LA.SE in collaborazione con la Biblioteca ed è inserito ne #IlMaggiodeiLibri2017 , la campagna nazionale promossa dal MiBACT e dal Centro per il libro e la lettura con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura nella crescita personale, culturale e civile

Ingresso libero e gratuito, senza prenotazione, fino a esaurimento posti

Info: 040 064 9556

 

Luigi Nacci, poeta e scrittore triestino, ideatore del Festival della Viandanza e autore del fortunato “Alzati e cammina” (Ediciclo, 2014), ci accompagna in Viandanza. Il cammino come educazione sentimentale (Laterza, 2016) in un viaggio emozionante lungo i due percorsi frequentati da secoli dai pellegrini d’Europa: la via per Santiago e la via Francigena.

Un tempo erano attraversate da viaggiatori che perpetuavano una secolare tradizione religiosa, quella del pellegrinaggio nei luoghi santi. Oggi è esploso un fenomeno nuovo, per numeri e per significati: negli ultimi 10 anni oltre 110 mila italiani hanno percorso a piedi la via per Santiago e in costante crescita è anche il dato di presenze sulla Francigena. Migliaia e migliaia di viandanti si mettono in cammino, spesso laicamente, spinti da aspirazioni e desideri diversi, per trovare risposte nuove a domande antiche. Quelle strade – che costituiscono la memoria profonda di un continente – parlano, incitano a ricordare, ci raccontano quello che siamo stati e come potremmo essere. Questo libro è per loro: per tutti coloro che hanno fatto il cammino, o lo faranno, per sognare a occhi aperti e in pieno giorno un’altra vita.

Insieme a Luigi Nacci scopriamo un altro modo di stare al mondo: il pane si divide, le porte non si chiudono, le cose di cui si ha bisogno sono poche, le relazioni non sottostanno al potere e al denaro, ogni gesto è gratuito e ogni speranza ha di fronte a sé una strada aperta. Il cammino vero, quello lungo che sfianca e trasforma, è anche un viaggio in cui emergono con forza inaudita sentimenti e stati d’animo profondi: paura, stupore, spaesamento, nostalgia, disillusione, allegria, arroganza, umiltà. La viandanza diventa uno straordinario modo per conoscere se stessi e gli altri.

«Quando si è stati pellegrini, viandanti, forestieri, clandestini o nomadi una volta, lo si è per sempre. Non possiamo tornare alle nostre vite ordinarie e sprangarci in casa. Possiamo farlo per un po’, ma poi, se continuassimo, impazziremmo. Perché se tenessimo le porte chiuse, rinnegheremmo la polvere e il fango in cui abbiamo sognato ad occhi aperti. E non c’è niente di peggio che tradire un sogno.»